Omicidio d’identità 

Nella Giornata Mondiale contro la violenza sule donne, rifletto dopo un numero impressionante di tragici accadimenti. Rifletto sul valore della vita. Sulle vicende di cronaca.  Sulla mancata cultura di questo paese, e di questo mondo. Rifletto sul fatto che nel 2016, dopo infinite e difficili battaglie, siamo ancora a doverci difendere in quanto donne e “sesso debole”.

Rifletto sulla incapacità di un essere umano di rispettare un’altra vita.

Troppe vicende di cronaca riempiono pagine di giornali e trasmissioni televisive. Oggi è tutta comunicazione, siamo pieni di  mezzi per la diffusione.

Eppure non siamo migliorati, la violenza sulle donne non cessa.


Il 25 novembre “giornata mondiale contro la violenza sulle donne”, non racconta un miglioramento. non ci stupisce positivamente con statistiche in ribasso.

Siamo a più di 80 femminicidi, donne di ogni età, uccise dai mariti, fidanzati, ex.

Queste solo le donne uccise.

Ma c’è un altro  penoso, vergognoso, tragico elenco di donne , abusate, bruciate, sfigurate, picchiate.

Su Raiuno, il 22 novembre, hanno dato un film dedicato a Lucia Annibali, l’avvocatessa di Pesaro, sfigurata con l’acido dal suo ex. L’ennesima non accettazione ad un no.

Una donna che ha tentato di allontanare con ogni mezzo il suo aguzzino, ma non ha potuto nulla contro la sua prepotenza, la sua incapacità di “perdere”.lucia-annibali-tribunale

Lucia è viva, ha lottato, contro la vergogna, il dolore, e la consapevolezza che non sarebbe più stata la stessa persona.

Il suo avvocato in arringa ha detto che l’uomo che l’aveva “resa così doveva scontare ogni singola ora in cui lei non avrebbe più potuto riavere la sua identità, in un carcere” perché a Lucia la sua vera identità, i suoi connotati, non li restituirà più nessuno.

Si l’identità.

Carla Caiazzo, altra vittima di una mente malata possessiva prepotente, bruciata dal suo compagno, incinta della sua bambina. Grazie alla loro forza sopravvissute entrambe.

Ma lei scrive una lettera al Quirinale, al nostro Presidente della Repubblica Mattarella, e chiede una legge, “omicidio d’identità“.  “Il mio aggressore” scrive ” ha voluto ed è riuscito a deturpare il mio volto. Mi ha ammazzato lasciandomi viva” continua Carla,  “Io, come la povera Lucia Annibali siamo vittime di chi ha voluto cancellarci, distruggere, deturpare il nostro viso. Il viso,  quello che ci consente di riconoscerci e renderci riconoscibili alla società”.

Donne coraggiose. Forti. Alle quali va l’appoggio e la solidarietà di milioni di donne come me. 

Donne vittime di ignoranza, di scarsi valori. Della possessività e della follia di uomini fragili insicuri affetti dal  delirio di onnipotenza!

Inconcepibile, inaccettabile dover ancora lottare, per ottenere il sacrosanto diritto ad una vita, a delle scelte, alla libertà.

Ancora donne in prima linea, per difendere il coraggio, i diritti di ognuna di noi.

Ancora piazze, manifestazioni, proposte di legge.

Ancora immagini di scarpe rosse, bollettini ai Tg.

Ancora umiliazioni.

Ancora violenza.

 Sono d’accordo a proporre una legge che punisce severamente l’omicidio d’identità. 
Elisa